PROTOCOLLO SPERIMENTALE PROGETTO

Il progetto proposto può venire suddiviso in 8 diverse attività come di seguito brevemente descritte:
A.1. – ricerche propedeutiche  e raccolta dati: oltre alle consuete ricerche bibliografiche, si acquisiranno dati tecnici sugli ambienti di prova dei Partner (P1 – P2) ; messa a punto dello schema sperimentale a più variabili (sistemi di refrigerazione, sistemi di ossigenazione, epoche di trapianto,  regimi irrigui

A.2. – prove sperimentali (R ) inerenti la refrigerazione della soluzione nutritiva per indurre l’ossigenazione indiretta della soluzione nutritiva; valutazione di diversi parametri irrigui al fine di ottimizzare l’apporto di acqua migliorando al contempo l’arieggiamento del substrato e, quindi, degli aspetti sanitari e di accrescimento delle piante.

A.3. – conduzione prove di coltivazione su diverse varietà e tipologie di prodotto in condizioni di ossigenazione o meno della soluzione nutritiva attraverso insufflazione di aria o di ossigeno.

A.4. analisi ed elaborazione dati da tutti i siti sperimentali (R – P1 – P2): curva di crescita e analisi chimiche (R ) (matrici vegetali, substrati e soluzioni nutritive) al fine di individuare la risposta fisiologica delle piante e le combinazioni che hanno dato i risultati migliori. I dati raccolti verranno analizzati con gli opportuni strumenti statistici per la valutazione dei risultati.

A.5. – conduzione delle prove di validazione delle migliori soluzioni. Nel secondo anno del progetto le tesi che hanno dato i migliori risultati verranno riproposte per la verifica della costanza dei risultati. Le prove saranno condotte nelle aziende floricole specializzate (P1 – P2) e presso l’Ente di Ricerca (R).

A.6. – Collaudo  dei dati sperimentali (R ): verifica dei dati e dei risultati sulla base dei consueti protocolli sperimentali e di verifiche in itinere

A.7. –  Divulgazione e informazione: il trasferimento dei risultati, necessario per la disseminazione dei contenuti innovativi del progetto, si basa su tre livelli di iniziative, scientifico, tecnico e divulgativo dettagliatamente descritte al punto specifico. L’associazione dei produttori (I) sarà l’interfaccia più significativa per la disseminazione dei risultati, oltre al ruolo esercitato dalle associazione di categoria e dal Distretto. L’Ente di ricerca (R) provvederà alla diffusione delle informazioni a livello scientifico.

A.8. Gestione e rendicontazione del progetto: particolare attenzione viene data alla organizzazione e al  coordinamento del partenariato. Si prevedono riunioni periodiche per controllo gestione e avanzamento del progetto, per condivisione metodo di rendicontazione; stesura del Piano esecutivo del progetto; predisposizione del Piano di gestione delle attività, con indicazione, per ciascun partecipante, degli impegni in termini di risorse umane e finanziarie, delle attività da realizzare, dei prodotti identificabili da realizzare, secondo il cronoprogramma definito; si prevedono due rendicontazioni intermedie (acconti 40%) e la rendicontazione a saldo, con relativi rapporti delle attività svolte.
Per lo svolgimento delle consulenze specialistiche afferenti la redazione di rapporti divulgativi  e di supporti digitali (sito web e ftp), nonché di supporto alla gestione del progetto, è stato individuato un consulente esterno (F1), con comprovata esperienza nel settore. Il ricorso alla consulenza specialistica è volto a garantire una realizzazione del progetto, con un elevato grado di coordinamento ed una maggior efficienza, grazie alla standardizzazione delle procedure di attuazione del progetto che ciascun soggetto attuatore implementerà nei propri standard gestionali. La durata di 30 mesi è necessaria, per poter effettuare i rilievi e le indagini per due ripetizioni annuali, con 24 mesi sperimentazione.

Le attività 2-3-5 comportano la distruzione delle piante ottenute, in quanto lo schema sperimentale prevede la realizzazione di analisi di massa, che causano la perdita del prodotto, limitatamente ai lotti inseriti nel piano degli esperimenti. Nella gestione del progetto si darà evidenza di tali costi, direttamente connessi alla realizzazione delle prove ed alla misurazione dei parametri. E’ previsto l’apporto di investimenti in natura da parte di R – P1-P2, mediante le prestazioni di lavoro dei propri dipendenti (docenti, ricercatori, tecnici, operai). E’ previsto il ricorso a ricercatori  (assegnisti) dedicati al progetto, particolarmente impegnativo, per la mole di dati da rilevare e la necessità di coordinare l’attività presso le aziende florovivaistiche (P1-P2).